Rugby: una meta con…Giorgia Cerqueni

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La consueta rubrica di approfondimento con l’universo Rugby del Cus Ancona sposta la sua lente d’ingrandimento sulla formazione femminile. E da chi partire se non dal capitano? Ecco quindi Giorgia Cerqueni, pronta a rispondere alle domande del nostro ufficio stampa. Una squadra, quella delle Gallinelle, su cui la società ripone grandi aspettative visto il gran numero di giovani giocatrici aggregate al roster. Giorgia è il trait d’ union tra passato e presente, con un occhio anche al futuro. Perché l’ambizione e la voglia di crescere sono alla base dei colori biancoverdi.

 

E’ iniziata la vostra preparazione con una formazione ricca di giovani. Da capitano ti responsabilizza questa cosa? 

“Da quando sono capitano mi metto continuamente in discussione. Spesso bisogna prendere decisioni per il bene l’intera squadra. Il fatto di avere molte giovani mi motiva a scegliere quello che è il meglio per loro, per il loro futuro come rugbiste e come donne. In quanto capitano ho dei diritti fantastici, come ad esempio sono l’unica che può parlare con l’arbitro, ma a questo si correlano anche doveri: devo essere un esempio per le altre ragazze sopratutto per le più giovani. Quello che voglio far capire è che il rugby è uno sport divertente, che quando si gioca ogni volta si migliora e questo lo rende continuamente motivante”

 

A chi dice che il Rugby è un gioco per ragazzi, che ti senti di rispondere? 

“Il rugby è uno sport e in quanto tale tutti possono praticarlo. La convinzione che le ragazze non sono capaci è errata e l’ultimo mondiale femminile ne è la prova lampante. Le partite erano di un livello tecnico altissimo e davvero emozionanti”

 

Quali sono i vostri obiettivi per quest’anno?   

“I principali obiettivi dell’anno sono aumentare le competenze tecniche della squadra e farci conoscere da tutta Ancona. Stiamo accogliendo ragazze tra i 14 e i 16 anni per aprire una squadra under16. Per quanto rigrada la femminile, infatti, le bambine giocano con i maschietti pari età fino ai 12 anni, dai 12 ai 14 giocano nell’under14 (sezione appena aperta dall’Unione rugbistica anconetana), dai 14 ai 16 nell’under 16 e dai 16 in poi nella Seniores”

 

La crescita delle giovani e il risultato sportivo. E’ possibile questo binomio?      

“Questo binomio non è solo possibile ma è realtà. Il rugby insegna ad arrivare ad una meta e le compagne ti danno il sostegno nonostante la stanchezza e le difficoltà. il rugby spinge ad una crescita non solo personale ma anche come individuo nella società”.

 

Come ti sei avvicinata al Rugby?         

“Ho praticato ginnastica artistica per molti anni, quando ho smesso ero alla ricerca di qualcosa di diverso così il mio ragazzo (rugbista) mi disse che stavano provando ad aprire una squadra femminile. Ho provato e mi sono innamorata di questo sport. Da quel momento sono 7 anni che gioco, l’unica cosa che è riuscita a fermarmi per un annetto è stata l’arrivo del mio bambino, la mascotte della squadra”

 

Ci sono dei ringraziamenti che ti senti di fare?

“Ringrazio il Presidente per essere sempre presente, per farci sentire sempre a casa, in famiglia. Arianna e la dirigenza che ogni giorno danno il massimo per la sezione. Gli allenatori che  ci sopportano 3 volte a settimana e ultime ma non per importanza le ragazze (le gallinelle) della squadra perché solo con tutte loro questo è possibile”

 

Ufficio Stampa Cus Ancona

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