ANCONA Affermare che l’inclusione è il traguardo finale significa ribaltare la prospettiva assistenziale: essa non è la medaglia che ci si appunta al petto alla fine di un percorso per dire “siamo stati bravi”, ma è la condizione minima di partenza senza la quale un progetto non dovrebbe nemmeno iniziare. Solo quando l’inclusione è garantita alla base, si può cominciare a costruire il vero valore, sia esso sportivo, educativo, sociale o culturale. Parliamo di inclusione, non di inclusività. Sebbene i due termini vengano spesso usati come sinonimi, rappresentano in realtà due approcci radicalmente distinti:

  • L’inclusività è la caratteristica, la tendenza, l’orientamento culturale o la predisposizione a essere inclusivi. In sintesi, è l’“essere”. *
  • L’inclusione è l’atto pratico, l’azione concreta, il processo o il risultato di includere qualcuno. Sostanzialmente, è il “fare”.

È esattamente l’Inclusione il pilastro fondante del programma pilota che il Centro Universitario Sportivo di Ancona si accinge a mettere in campo con una visione chiara, concreta, ambiziosa ed eticamente impegnativa. Non siamo pertanto di fronte a un mero studio o a un’analisi dei contesti alla ricerca di modalità future per migliorare l’inclusività. Avviamo un percorso che non tratta l’inclusione come un capitolo a parte, che non cerca di porre rimedi tardivi e non la considera un semplice obiettivo d’arrivo: la pone alla base stessa della progettazione. In questa visione, lo sport e l’attività motoria smettono di essere semplici discipline tecniche per diventare il linguaggio universale attraverso cui ridefinire gli spazi di socialità, accessibilità e crescita collettiva. Attraverso una rete collaborativa che intende coinvolgere attivamente l’Università Politecnica delle Marche, la Regione Marche, l’Amministrazione Comunale di Ancona, il Comitato Italiano Paralimpico delle Marche, il Comitato Olimpico Nazionale delle Marche, l’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche, le Associazioni di Volontariato e le Associazioni Sportive Dilettantistiche, il programma vuole dare risposte immediate e strutturali, trasformando la città in un vero e proprio laboratorio di cittadinanza attiva. A questa rete istituzionale e sociale si affianca il fondamentale supporto del settore privato, che vede nell’Agenzia Generali Italia S.p.a. – Viale della Vittoria n.35 il primo partner strategico: l’azienda, condividendo appieno la visione del programma, ne sosterrà concretamente la realizzazione attraverso un contributo finanziario mirato, esempio virtuoso di responsabilità sociale d’impresa al servizio della comunità. In questo percorso, un ruolo significativo è stato svolto dalla consigliera comunale Silvia Fattorini, che ha operato quale interfaccia tra gli sponsor e l’amministrazione comunale, favorendo il dialogo istituzionale e la costruzione delle sinergie necessarie alla realizzazione del progetto.

«La vicinanza a questo settore rappresenta un valore concreto della nostra attività, fondata sull’attenzione alle persone e ai bisogni della comunità.” Le parole dell’Agente Romina Pistarelli, titolare dell’Agenzia Viale della Vittoria n.35 Generali Italia s.p.a.

«Lo sport abbatte barriere, crea relazioni e promuove una cultura inclusiva. Come consigliere comunale, continuerò a sostenere tutte le iniziative che mettono al centro la persona e contribuiscono a rendere la nostra città più accessibile, solidale e attenta ai bisogni di tutte e tutti. Questo progetto dimostra come l’impegno condiviso tra pubblico e privato possa generare risultati concreti e duraturi per l’intera comunità». Le parole della consigliera comunale Silvia Fattorini, delegata del Sindaco Silvetti al Progetto per attività di inclusione e servizi educativi pre e post scuola in ambito extrascolastico e oratoriale. Questa alleanza tra pubblico, privato e terzo settore vuole dare risposte immediate e strutturali, trasformando la città in un vero e proprio laboratorio di cittadinanza attiva. Con questo approccio, e grazie al contributo di tecnici federali, istruttori ed educatori adeguatamente formati e qualificati, nell’ambito del programma  “Inclusione: punto di partenza, non traguardo finale», verranno attivati una serie di progetti mirati, di “incursioni” sul territorio e di iniziative di sensibilizzazione e formazione, partendo innanzitutto dalla comunità universitaria e studentesca di ogni ordine e grado, che verranno poi estesi all’intera cittadinanza.

La chiosa del presidente del Cus Ancona David Francescangeli:  «Il Programma ha la finalità di avviare progetti che intendono contribuire al cambiamento delle regole del gioco. L’inclusione non può più essere un tema che richiede il dover sanare limiti di visione o errori di progettazione, ma deve essere parte integrante nel concepimento di qualsiasi strategia e pianificazione. Ciò non è sicuramente semplice ed è possibile solamente con una accurata sinergia Pubblico-Privato. Lo sport è un veicolo molto interessante in tal senso ed è tempo di mettere a terra azioni concrete. Il CUS Ancona lo sta facendo e continuerà a farlo sempre meglio grazie all’aiuto concreto di partner come l’Agenzia Generali Italia s.p.a. di Romina Pistarelli».

 

Ufficio stampa Cus Ancona